Qualsiasi siano state le dinamiche della morte del giovane tifoso laziale morto questa mattina durante un tafferuglio è ininfluente se vogliamo risolvere il problema della violenza legato allo sport.

Di sicuro noi possiamo evidenziare alcuni aspetti, sostanzialmente due. Capire quali sono state le dinamiche dell’accaduto è fondamentale per attribuire delle responsabilità ad un fatto di questa gravità. Sicuramente però al di la’ della ricostruzione doverosa e che deve essere la più rapida e precisa possibile in base a quello che è accaduto bisogna però cercare di capire le cause che portano a scatenare episodi di violenza che porta come in questo caso alla morte. E le cause sono tante a partire dal modo troppo leggero con cui fino ad oggi l’Italia ha affrontato il tema della violenza nello sport.

Purtroppo non è il primo; ma si può morire per andare a vedere una partita di pallone?

Dobbiamo interrogarci su come mai questi episodi capitano non diciamo solo ma soprattutto nel caso del calcio. Come mai? Forse perchè dal punto di vista mediatico il calcio è più seguito di altri sport e questo uò ingigantire le passioni dei tifosi? Le persone che generano atti di violenza si possono chiamare tifosi?
Alcune cose dipendono dagli addetti ai lavori:
Bisogna avere più misura nel commentare le partite, più misura nei comportamenti;

altre dipendono dai politici: bisogna avere meno tolleranza nei confronti di chi si rende reponsabile di fatti di violenza, di qulasiasi genere e tipo. Questa sarebbe, e l’Inghilterra lo insegna, la migliore medicina per prevenire un male che si chiama violenza.