Tutto ciò che accade a Pavia
11 Dic
Broni come il Bronx. La mancanza di sicurezza non è solo una prerogativa di Broni, né riguarda tutte le zone di questa cittadina dell’Oltrepò orientale, tuttavia ha qui raggiunto eccessi preoccupanti. Gli episodi degni di una disfida da Far West sono stati più di uno e si sono concentrati nella zona di Piazza Italia, dove, guarda caso, la presenza di immigrati extracomunitari è massiccia.
Già., perché aldilà del doveroso rispetto verso chi è venuto nel nostro Paese per guadagnarsi un’opportunità in più, non ci si deve nemmeno rifugiare nella retorica deamicisiana: un certo numero di immigrati è propenso a violare le Leggi, sia del vivere civile che dello Stato.
Del problema si è occupato anche il referente dell’Italia dei Valori per la zona di Broni e Stradella, Mario Araldi, che di recente ha partecipato ad un incontro con il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro in cui si parlava proprio di sicurezza.
«Il Ministro Di Pietro ha spiegato che la percezione dei cittadini dell’insicurezza e’ legata soprattutto all’immigrazione che negli ultimi anni e’ diventata un problema per tutti, in quanto non seguita da leggi e regole concrete. L’immigrazione clandestina e’ forse quella che piu’ ci preoccupa, ma non dobbiamo dimenticare che quella che oggi ci crea maggiori problemi, anche se sembra un paradosso, e’ quella dei cosiddetti cittadini comunitari; infatti il numero più alto di reati e’ dato dai rumeni che sono a tutti gli effetti nostri concittadini europei».
«Sia a livello locale che nazionale, noi ci sentiamo tirati in causa, anche perché siano una forza che appartiene a questo Governo; purtroppo dobbiamo precisare che il buonismo che oggi impera quando si parla di immigrazione davvero non ci piace. Occorre ricordare a tutti i politici che la sicurezza dei cittadini e’ un diritto garantito da convenzioni europee, ribadite al C6 in Polonia. Chi entra nella UE deve rispettare le nostre regole e le nostre necessità, al pari di quanto noi dobbiamo fare nei loro confronti».
«La sicurezza deve crescere a scapito dell’inefficienza e della burocrazia, dei costi della politica e dei furbetti del quartierino e di tutte quelle consulenze che la politica produce. Bisogna ridurre tutte quelle spese che ha lo Stato per i pochi e utilizzare il tanto denaro che si può risparmiare a vantaggio dei cittadini. Com’è possibile che una cittadina come Broni si sia ridotta sul lastrico della invivibilità? La gente ha paura a uscire, come accade nei grossi centri».
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