Tutto ciò che accade a Pavia
23 Dic
La partita di oggi, se non è stata la più bella, è stata sicuramente una delle più belle. Giocata da due squadre messe bene in campo. Molto più armoniosa il Saronno, che fa della coralità il proprio gioco, sfruttando una tenuta atletica eccellente; pressa in dieci e si distende in dieci; è abile nel fare pressing sul portatore di palla e dialoga nello stretto.
Per contro l’ODB oppone un undici che non ha sfigurato nel suo insieme. Purtroppo deve fare i conti con l’evanescente Patrini (classe 1989); con la non condizione e l’inconcludenza di Croci (imperdonabili i due errori di domenica scorsa ed oggi avulso dal gioco); la scarsa vena di Giribaldi. Ottimi sotto ogni punto di vista Buonincontro, Mello, Savioni e Minuti (stupefacenti i due gol del difensore). La solita sicurezza di Barbieri e Bensi. Vanno rimandati, invece, Stramesi, Sorce.
La gara inizia e finisce su ritmi altissimi. Parte fortissimo il Saronno e dopo un paio di assaggi va in gol al 10’ con Corno, abile a sfruttare un perfetto assist di Landoni. Reagisce l’ODB, mescolando rabbia e caparbietà. Al 16’ punizione di Mello, per fallo su Giribaldi. Da venti metri il mediano pavese pennella un palla per la “pelata” di Minuti che non perdona e ringrazia, mettendo la palla alle spalle di Menescardi.
Passano due minuti e Minuti (passateci il bisticcio di parole) al 18’ porta in vantaggio l’ODB. Questa volta è sì sempre da palla inattiva, ma il corner di Mello è ancora perfetto e la “pelata” ancora una volta non perdona. Palla nel sacco e due ad uno per la matricola operaia. Ecco siamo a metà del primo tempo e le squadre non si nascondono e cercano di rispondere colpo su colpo.
Però l’ODB è in vantaggio e dovrebbe avere un po’ di cinismo per condurre la gara e frenare come sa l’irruenza del Saronno. Invece si lascia trascinare dall’emotività e sta al gioco degli avversari. Non c’è freddezza a centrocampo, perché la palla sembra che scotti e quindi bisogna liberarsene velocemente. Manca un ragionatore. Il Saronno, minuto dopo minuto, continua la sua trama avvolgente e giunge al pareggio al 30’ con una punizione bomba, una sassata tremenda di Bojomo, che si infila nella barriera ed entra in porta alla destra di Bensi (qualcuno dovrà spiegare come ha fatto a passare la palla con cinque uomini in barriera: chi si è spostato, mettendo in crisi il proprio portiere?).
Mancano quattro minuti alla fine della prima frazione di gioco e c’è giusto il tempo per un’altra emozione. Altra punizione per il Saronno e lo schema è lo stesso. Sulla palla va Landoni che poi lascia per il solito Bojomo: fucilata da 25 metri, ma questa volta Bensi si distende e devia in calcio d’angolo.
La ripresa è sullo stesso ritmo del primo tempo. Viaggia il Saronno sulle fasce, è corale la sua manovra ed al 53’ si porta in vantaggio. Sul cross dalla destra di Landoni, la difesa pavese si ferma, alza il braccio, ma né l’arbitro e neppure l’assistente sono dell’avviso circa il fuorigioco di Corno che da solo controlla la palla e la mette alle spalle di Bensi. Inutili le proteste; sono ingenuità che si pagano a caro prezzo.
L’ODB va un po’ in confusione; si capisce che non vuole perdere, ma la sua reazione è farraginosa. Tuttavia, riesce a costruire una manovra perfetta al 72’ con Buonincontro per Mello e cross per Abbiati che di testa fallisce l’occasione, mandando di poco a lato. Un minuto più tardi, nel capovolgimento di fronte, il Saronno colpisce il palo sinistro con il nuovo entrato Valente. Poi, piano piano il Saronno tira il fiato e cala nel ritmo.
Sale, quindi in cattedra Mello e compagni e fioccano le occasioni. Del gol fantasma abbiamo già detto, così del liscio di Giribaldi e delle due occasioni fermate per fuorigioco inesistenti. Il Saronno è squadra coriacea e chiude tutti gli spazi e non si tira indietro giocando anche di forza fisica (leggi le ammonizioni comminate dall’arbitro).
Questa volta il baricentro dell’ODB non si abbassa, anzi abbiamo notato diverse incursioni sia di Barbieri che di Savioni, ma le loro conclusioni sono risultate imprecise forse per la fretta di concludere.
Termina così, con l’amaro in bocca, il girone d’andata, dove la sfortuna ha solo un peso del 15 per cento, mentre le scarse giornate di qualche giocatore o le conclusioni sbagliate dei singoli hanno un peso del 60 percento. A chiudere, il 25 per cento è occupato dalla categoria, cioè l’Eccellenza, dove quando sbagli paghi ed anche in modo sonoro.
Il cammino è comunque lungo e forse occorre iniziare a ragionare e pianificare quando si deve osare di più, iniettando in vena (ovviamente dopo le festività) qualche dose di cinismo che può certamente aiutare a gestire il risultato quando sei in vantaggio.
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