Tutto ciò che accade a Pavia
29 Gen
Qualcuno anticamente diceva “Franza o Spagna purchè si magna”. Altri hanno deliberatamente invitato lo straniero ad impossessarti di zone del nostro Paese, pur di far dispetto all’avversario. Più recentemente abbiamo avuto bisogno degli americani per liberarci dal fascismo, salvo poi qualcuno chiedere l’intervento dei russi per portare il comunismo al potere.
Non si capisce allora se gli italiani non abbiano imparato la lezione, se sono duri a capire oppure se c’è dell’altro.
Perchè leggendo l’appello di Mente Critica “gentilissimo José Manuel Durão Barroso, ci faccia la santissima cortesia di formare un bell’esercito europeo e di venire a liberarci” e l’impatto che ha avuto nella blogosfera, ci facciamo molte domande, e forse ci diamo anche qualche risposta.
Forse è una provocazione, ma mica tanto, visto che si chiede di inviare il testo dell’appello a numerosi organi di informazione, comunque non possiamo non prendere atto dell’attitudine tipicamente italiana alle “richieste di aiuto”. E infatti gli italiani chiedono aiuto allo Stato, alle Forze dell’Ordine, ai politici per legiferare su qualsiasi cosa, salvo poi chiede aiuto agli avvocati per tentare di eludere quanto di è appena chiesto.
Ed in questo caso, si salta oltre: si chiede aiuto all’”invasore straniero” per portare da noi qualcosa che qui non c’è.
A parte il fatto che all’estero forse sono più bravi di noi a lavare i panni sporchi in casa, ci viene da pensare che se un trader qualsiasi riesce a far sparire 50 milioni di euro dalla Societè Generale, forse anche all’estero, in Francia in questo caso, non è che stiano propriamente meglio.
Quindi, non è meglio buttar via questa antipatica attitudine italica di chiedere aiuto allo straniero per sistemare situazioni che noi stessi creiamo? Non è meglio rimboccarsi le maniche e darsi da fare, lavorando duramente, per ripristinare un minimo di civiltà?
Ultimo punto. Mentecritica parla della classe politica come se fosse una casa regnante. A noi risulta invece che i parlamentari siano al loro posto perchè qualcuno li ha votati. Forse sarebbe il caso di parlare a loro anzichè con Barroso.
| www.flickr.com |
9 Responses for "Gli italiani non cambiano mai"
Riflessione condivisibile, che però, a mio avviso, inciampa nel finale.
Ossia: quale sarebbe, attualmente, il modo di “parlare” ai nostri deputati?
Visto che, con la legge elettorale attuale, ai cittadini viene tolto l’unico mezzo di pressione e confronto personale con loro?
Ognuno è libero di dire la sua, è naturale, e ognuno è libero di esprimere la sua opinione anche rispetto al pensiero di altre persone, e anche senza prima, per motivi di tempo o di impegno che la cosa richiederebbe, aver avuto modo di farsi un’idea di quello che è il vero credo di quella persona, o di quel gruppo. Anche questo è naturae, ci mancherebbe. Solo per dire, al di fuori di ogni intento polemico, che questo post si basa inevitabilmente solo sulla valutazione, magari leggermente travisata, di quella che era una provocazione. Una provocazione volta più che altro a risvegliare invece le singole coscienze. Ma di quella che è l’idea di rivoluzione interiore che sola può portare ad un miglioramento delle cose, e di cui MenteCritica cerca di farsi promotrice, ognuno si può fare un’idea leggendo un infinità di altri pezzi presenti sul sito. Grazie comunque dell’attenzione.
@settantasette: imho non esiste una legge elettorale perfetta. Era meglio prima con il proporzionale puro? O forse è meglio uno “sbarramento”? Se si, perchè? Chi decide quanto deve essere “grande” lo sbarramento? … e così via. Questo per dire che sulle leggi elettorali ci si può accapigliare, ma alla fine conta sempre il voto. Perchè fino a prova contraria chi non prende voti, sicuramente non va in Parlamento. Ciao!
@Saint: infatti nel post di parla di “provocazione”. Provocazione si, ma fino ad un certo punto. Invitare ad inviare mail a Times, Guardian e compagnia bella, mi sembra una bella mossa alla Tafazi. Detto questo, non sono assolutamente d’accordo con un’altra frase presa dal post di oggi di Mentecritica “Chiunque inizi a giocare con le regole attuali è già parte del sistema”. Provocazione anche questa?
Grazie per i commenti, è un piacere discutere quando i toni sono civili.
Condivido in pieno, ne ho scritto anche io, argomentando molto meno.
L’attuale sistema elettorale consente ai cittadini soltanto la possibilità di appore una croce su un simbolo. Per sapere chi effettivamente c’è dietro quel simbolo è necessario studiare per bene le liste dei partiti e guardare quali sono i primi nella lista dei candidati. Un qualsiasi individuo candidato dalla segreteria del partito come primo o secondo della lista sarebbe eletto con certezza assoluta, basta che il partito superi lo sbarramento del 2%.
Come scritto nell’appello: “Mettere una croce non è (diritto di) parola, è analfabetismo”.
Certo, concordo sul fatto che la legge elettorale non sia l’unico problema e che anche con leggi elettorali diverse noi italiani abbiamo mandato al potere personaggi decisamente discutibili. Ma di questi aspetti abbiamo parlato e parleremo ancora in futuro. Di sicuro l’attuale sistema elettorale è stato un passo indietro enorme, una perdita di “democrazia” incalcolabile. Ora gli eletti non vengono scelti dal popolo, ma dai segretari di partito. Pensa che anche con il vecchio sistema elettorale proporzionale (in cui i voti espressi senza nominativo andavano al primo della lista) era comunque possibile apporre la propria preferenza tra tutti i candidati in lista.
Oggi su Mentecritica c’è un mio articolo su Cuffaro, in quest’altro blog:
http://jeneregretterien.splinder.com/post/15710487
ho scoperto che Cusumano, il Senatore dell’UDEUR che ha votato l’appoggio a Prodi ed è stato quindi espulso, era indagato per il 416bis e Mastella lo avrebbe candidato “perché l’Ulivo non lo voleva”.
Come si può non provare un impeto di rabbia, unito ad una sensazione di impotenza, davanti alla sfacciataggine di questi personaggi?
Mi scuso per la lunghezza del commento.
Eh. Premesso che concordo sulla piacevolezza della discussione, continuo a non concordare sul fatto che “chi non prende voti, sicuramente non va in parlamento”.
Con le regole attuali, si vota il partito. Che decide (pure all’ultimo momento) chi inserire.
L’ultimo esempio è Cuffaro: indifferente che venga votato o no, probabile che l’UDC lo “spari” capolista, tanto per non correre rischi e assicurargli l’immunità.
Per dire, guardando dall’altra parte, non credo proprio che perfetti sconosciuti a livello di azione politica come la moglie di Bertinotti e il fratello di Pecoraro Scanio siano stati personalmente votati. Ma, messi in lista, sono in parlamento.
A mio modo di vedere il problema principale è e resta questo.
Un saluto
(da dove viene il nick “ventisette”? credevo di essere l’unico alienato del web a definire me stesso con un numero… :-P)
Mandare e-mail in giro è solo un modo per provare ad ampliare il più possibile la cassa di risonanza dell’iniziativa. Alla fine, parliamoci chiaro, c’è solo un mezzo che arriva veramente a tutti in Italia, ed è la televisione. Noi non ci arriveremo mai, ma tentare non nuoce, magari ne parlano due secondi a studioaperto, e mi pare che addirittura Gesù nei vangeli dicesse qualcosa a proposito di portare il messaggio della redenzione dove più ce n’era bisogno e non in mezzo ai giusti. Per quanto riguarda i giornali esteri vale lo stesso discorso. In fondo spesso tutti quelli fuori dal sistema, anche se si dovrebbe prima discutere su chi lo è davvero, hanno un po’ di visibilità in Italia solo se prima ne parla il giornale estero di turno. ma anche questa è una cosa che non accadrà mai.
Per quanto riguarda la tua citazione dal pezzo di oggi: premesso che con quella frase io personalmente sono in gran parte d’accordo, avrai notato, anche dal nome dell’autore, che quella è la voce di uno solo dei componenti di MenteCritica, anche se di uno tra i più importanti. Il nostro sito accoglie i contributi e le opinioni di chiunque si esprima civilmente, e ogni opinione ha uguale diritto di cittadinanza. Anzi, approfitterei dell’occasione per invitarti a scrivere qualcosa sull’argomento da quello che è il tuo punto di vista. Sono sicuro che verrebbe valutato con attenzione e potrebbe essere l’occasione per un dibattito proficuo, cosa che mi pare di capire essere tra quelle che prediligi.
Grazie ancora tutti per i commenti. Premesso che condivido le stesse perplessità vostre, noto che la pensiamo in maniera completamente diversa. Personalmente ritengo che le urne siano comunque un mezzo di democrazia. I voti non si creano dal “nulla”, e se una persona siede in parlamento, vuol dire che c’è qualcuno che l’ha votata. Certo, anch’io mi chiedo come si fa a votare certi parlamentari, ma piuttosto che abbattere a suon di insulti l’avversario del momento, preferisco pensare a come far cambiare idea agli elettori. Forse è questo che mi distanzia, parlo sempre personalmente, da Grillo e dai suoi fedelissimi. Se anche una forza popolare arrivasse alla rivoluzione, chi prenderebbe poi il comando? Un Robespierre di turno? Una serie di “guardiani della rivoluzione” come in Iran? E’ più facile distruggere che creare, purtroppo è questa l’amara constatazione…
Leave a reply