Pensiamo che il patron dell’ODB, Carmine Napolitano, la settimana che si è conclusa ieri l’abbia incorniciata e non la possa dimenticare tanto facilmente.

E la stessa cosa l’avrà fatta anche il mister, quel Claudio Lombardo di cui abbiamo già avuto modo di scrivere la puntigliosa preparazione delle cose e la meticolosità con cui cura il suo lavoro.

Insomma i due hanno in comune la puntigliosa preparazione di qualsiasi evento. Ed infatti stanno assieme a guidare, il primo una società calcistica che ha fatto in questi cinque anni passi da gigante (ricordiamo a chi avesse poca memoria che nel 2002 l’Oratorio Don Bosco di San Leonardo, militava in terza categoria), mentre il secondo “assembla”, domenica dopo domenica, un gruppo di ragazzi che su un campo di calcio si batte per una vittoria.

Abbiamo scritto “assembla” non a caso, ma proprio per sottolineare la fatica che ogni domenica il mister deve compiere per costruire una formazione. Prima infortuni e sfortuna hanno costretto a rimescolare le carte e con qualche difficoltà si è arrivati alla fine del girone d’andata; con l’inizio del girone di ritorno, tra infortuni e squalifiche ed il ritardo della ripresa degli infortunati, hanno costretto Lombardo a delle alchimie da brivido.

La sfortuna poi, in certi casi, ha dato il suo contributo in modo concreto. Infatti, dopo la caparbia vittoria contro il Cantù, per vedere un risultato positivo occorre arrivare alla gara in terra milanese contro la Cimisellese, un pareggio dopo quattro sconfitte, poi la brutta prestazione contro il Naviglio Trezzano in casa ed ecco la rinascita.

Turno infrasettimanale, mercoledì gara interna con il Gavirate, vincitore della Coppa Italia Regionale, con tre goal di Abbiati, uno più bello dell’altro e alla successiva vittoria di ieri in terra varesina, contro il rognoso e quotato Verbano: una rete che può suonare come beffa, ma che premia i ragazzi di Lombardo per dedizione, sacrificio e spirito di servizio.
Dunque, ora tutto bene, ma che fatica. Ma andiamo in cronaca.

Le due squadre nei primi cinque minuti si studiano e nessuno osa per primo, anzi sembra che il Verbano abbia un po’ di timore, mentre l’ODB è guardinga, serrata ed attenta. Al 6’ occasione per l’ODB.

Calcio di punizione di Savioni, ma il portiere di casa si salva con i pugni. Replica il Verbano, un minuto dopo, con una punizione del bomber Cavicchia, ma il suo forte rasoterra è preda dei difensori che spazzolano via senza tante fisime.

Al 24’ azione pericolosa del Verbano con Casse che corre sulla fascia e mette al centro per il solito Cavicchia, ma irrompe Di Nola e Bensi ci mette del suo parando in due tempi. Altra occasione per il Verbano al 37’. L’arbitro vede un fallo di Savioni su Cavicchia, al limite dell’area e concede la punizione. Si incarica lo stesso Cavicchia con il pubblico che prepara il tiro con l’oooooohhhhhhh, ma la conclusione del centravanti locale sorvola la traversa.

Si arriva al riposo con un pareggio sostanzialmente giusto: l’ODB ha chiuso tutti gli spazi, mentre il Verbano è sterile negli ultimi sedici metri.

Alla ripresa, nel primo minuto, grande occasione per il Verbano, quando sulla fascia corre Crugnola e crossa al centro per Cavicchia, ma la punta varesina cincischia con la palla e la conclusione finale esce alla destra di Bensi.

Al 50’ per un contatto al limite dell’area pavese viene fischiato un fallo, molto veniale, di Savioni su Beretta Andrea. Si prepara per la punizione il solito Cavicchia, ma il suo tiro va oltre la curva. Due minuti dopo, al 52’ è Abbaiti che subisce fallo sulla tre quarti. Da 35 metri si incarica della punizione Croci il cui tiro prende una strana traettoria e costringe il giovane Magnani ad intervenire con i pugni per evitare il peggio.

Al 72’ con l’ODB leggermente sbilanciata in avanti, il Verbano ha l’occasione di ripartire in velocità con Casse, che scodella un cross dolce per la testa del solito Cavicchia, ma la sua incornata passa sopra la traversa con Bensi sulla traettoria. Passano dieci minuti, all’82’ e nell’aria si sente un profumo particolare.

Tutti i dirigenti e tifosi al seguito dell’ODB, accomodati in tribuna sono protesi in avanti per gustare la bella azione impostata da Mello, perfezionata da Patrini in collaborazione con Croci e con quest’ultimo che mette sui piedi di Bianchi una palla che grida “mettimi dentro”, ma all’ultimo minuto a tre metri dalla riga di porta irrompe con classe disperata Gaborardi che mette in angolo.

Il disappunto per la magnifica occasione sfumata non ha neppure il tempo di pervadere la tribuna, perchè sul conseguente calcio d’angolo Mello perfeziona per Croci, il numero 10 pavese pennella un cross che sembra lungo per Abbiati, ma il ragazzo, come ha fatto mercoledì scorso estrae dal cilindro la sua classe e con uno stacco che lascia sul posto Presotto, incorna all’incrocio dei pali, con Magnani che può solo raccogliere la palla in rete.

E’ tripudio; una felicità incontenibile invade la tribuna; una gioia che, secondo dopo secondo si allarga senza confini. Un vantaggio meritato proprio per come è stata letta la gara da mister Lombardo e per come è stata interpretata dai suoi ragazzi.

Il Verbano si innervosisce, diventa cattivo e quando l’arbitro concede quattro minuti di recupero, perde letteralmente la testa. Al 93’ viene espulso Presotto per una testata a Savioni, mentre quest’ultimo effettuava un disimpegno davanti alla propria area. Passa un minuto, al 94’ e Prina subisce lo stesso provvedimento: espulsione diretta per una brutta entrata sulle gambe di Mello a centrocampo. Falli inutili pagati a caro prezzo.

Peccato per il finale, rovinato più dalla scarsa lucidità del Verbano, ma la felicità dell’ODB sta tutta nel correre davanti alla tribuna applaudendo i propri sostenitori, i quali in piedi ricambiano con altri applausi per la stupenda prestazione mostrata in campo.

Torniamo però sulla terra, rimbocchiamoci le maniche e, come dice mister Lombardo, questa è passata, dimentichiamo in fretta e prepariamoci per la prossima. Siamo sicuri che in settimana il meticoloso mister saprà mitigare gli entusiasmi inserendo un duro lavoro perché la posta in palio domenica prossima, nella gara sul terreno amico contro la Gallaratese è troppo importante. E lui lo sa. Buon lavoro, mister Lombardo.