Free Image Hosting at allyoucanupload.comIl candidato premier Veltroni, preso con le dita nella marmellata per via della sua pensione di baby-deputato, avrebbe dovuto tacere e ritirarsi dalla competizione elettorale.

Ha invece voluto perseverare dichiarando che avrebbe voluto rinunciare al suo assegno vitalizio da ex parlamentare ma, essendo la cosa impossibile, ha devoluto in beneficenza la cifra ricevuta, come ampiamente pubblicizzato sulla stampa.

Chi fa della pubblicità alla beneficenza, per propagandare sé stesso e la sua parte politica, forse viene meno ad un principio evangelico ed è condannabile, come è condannabile il fatto che questa tanto pubblicizzata beneficenza si faccia con i soldi del contribuente, ma il fatto ancora più grave è che comunque, fino a quando è stato sindaco di Roma, quello che ha percepito è stato lo stipendio più alto del Paese tra i sindaci.

E questo non per legge ma per sua scelta, visto che la legge fissa in 7898,50 euro mensili lordi l’ammontare massimo dello stipendio per i sindaci per le città oltre i 500mila abitanti, un ammontare massimo poi ridotto con una successiva legge Finanziaria, e che lui stesso avrebbe potuto ulteriormente ridurre, per sua scelta, fino a bilanciare le entrate del suo cumulo vitalizio: e invece, sempre per sua scelta, questa cifra Veltroni l’ha voluta incrementare sfruttando al massimo la legge e portandola fino a 9.762,94 euro lordi mensili, come riportato anche dal Sole24ore.

In sintesi il candidato premier Veltroni ha preso dallo Stato tutto quello che poteva prendere, anche quello il cui aumento dipendeva solo dalla sua volontà.

Se negli Stati Uniti un governatore si è dimesso per una marchetta allora Veltroni dovrebbe ritirare la sua candidatura a premier, perché in termini economici siamo di fronte non ad una marchetta ma ad un bordello, visto che nella hit parade degli stipendi più alti dei sindaci brillano guarda caso i sindaci della sinistra, visto che il suo Governo attualmente in carica brilla per il massimo numero di esponenti mai raggiunto dal 1948 ad oggi, visto che hanno fatto dimettere dalla propria carica molti parlamentari che avevano incarichi nel governo raddoppiando quindi gli stipendi e conseguentemente i costi per il contribuente.

Ma con che coraggio Veltroni ora parla di costi della politica?

E con che coraggio Bettini oggi fa una conferenza stampa sui costi della politica?

Forse per dirci cosa non si deve fare.