Tutto ciò che accade a Pavia
31 Mar
La prima delle tre importanti partite che l’ODB è chiamata a giocare per conoscere il proprio futuro, è andata in porto.
Ma quanta sofferenza, perché è stata una gara “stregata”. Confalonieri, portiere di casa, classe 1988 ha parato di tutto ed ha negato ad Abbiati qualsiasi tipo di soddisfazione: dove non arrivavano le mani, il portiere di casa ci metteva i piedi ed ha detto di no anche al rigore calciato da Abbiati al 63’ quando le squadre erano ancora sull’1 a 1.
Tuttavia, l’ODB ha dato ampia dimostrazione che la pausa per le festività pasquali ha certamente nociuto alla condizione fisica ed alla tenuta atletica. Ha vinto chi si è reso più volte pericoloso e da questo punto di vista l’ODB ha sbagliato molto.
Ma una nota positiva c’è ed è quella del rientro di Panucci, dopo tre mesi di stop, a causa di un infortunio con un recupero molto difficile e travagliato. Quando è entrato il centrocampista pavese, al 62’, è cresciuto di molto lo spessore a metà-campo, anche perchè Mello aveva iniziato a mostrare un calo di condizione fisica notevole.
Soddisfacente la prova di Bianchi, nonostante la doppietta, perché il ragazzo deve ancora comprendere che se non va nello spazio, non può dare molto, anche se, palla al piede, è un “caterpillar”, difficile da fermare e controllare.
Anche a Croci non è andata molto bene, se si considera che il portiere locale si è immolato per ben due volte su altrettanti tiri ravvicinati, negando anche a lui ogni soddisfazione.
Alla fine, quando intorno alla mezzora le squadre avevano iniziato a trascinarsi le gambe, le tre forze fresche immesse dall’ODB hanno fatto la differenza, permettendo ai pavesi sia di portare a casa l’intera posta in palio e sulla base dei risultati finali dagli altri campi, sia di risucchiare dietro di sé la Gallaratese.
Ma non è ancora tempo di rilassamenti: su le maniche e iniziamo subito a pensare che domenica in quel di Rozzano ci sono tre punti da portare in cascina e poi attendere buone notizie dagli altri campi.
La cronaca.
La gara inizia a ritmi blandi e con una manovra, da ambo le parti, macchinosa ed un po’ impacciata. Per vedere un tiro in porta del Molinello, bisogna arrivare al 37’, quando su un disimpegno impreciso ed affannoso dell’ODB, la palla viene rimessa al limite della propria area e sui piedi di Delli Muti, il quale con un tiro-cros a pallonetto è riuscito a piazzare il pallone alle spalle di Bensi.
E’ un vantaggio non proprio meritato, perchè la partita era iniziata per l’ODB nei migliore dei modi, con ben cinque palle gol non compiutamente sfruttate, ma anche per la bravura di Confalonieri, portiere di casa.
Al 4’ Abbiati, scattato sul filo del fuorigioco e ben servito da Mello, calcia a colpo sicuro ad incrociare sul palo opposto (da destra a sinistra) ma Confalonieri dice di no con i piedi. Ci prova tre minuti dopo Giribaldi, servito da un preciso cross di Bariani, ma la punta pavese controlla e calcia malamente.
AL 15’ ancora Giribaldi sciupa una buona occasione, aspettando troppo ad infilare il portiere di casa, tanto che il difensore ha avuto il tempo di recuperare e mettere in angolo. Ancora Abbiati, al 17’, sguscia via al diretto controllore, ma si allarga troppo sulla sinistra e quando calcia centra l’esterno della rete.
Al 26’ Mello calcia forte e teso dai trenta metri, ma la palla finisce di poco sopra la traversa, a conclusione di una manovra un po’ macchinosa, dove nessuno ha fatto movimento o è andato nello spazio e così alla fine Mello ha provato la conclusione personale.
Al 37 arriva il gol del Molinello, che in apparenza taglia le gambe ai pavesi, ma non la testa. E quando Bariani si accentra a centrocampo qualche movimento in più si vede nella manovra.
Sul taccuino, comunque, è annotato ancora un tiro forte , finito di poco a lato, al 39’ ancora di Mello, prima di arrivare al pareggio. Siamo al 43’ quando Stramesi ruba palla a centrocampo e serve in velocità Abbiati. Il bomber controlla in corsa, si gira e scaglia un fendente che in altre occasioni sarebbe entrato, ma in porta c’è lo “stregone” di nome Confalonieri che di piede respinge.
Come un falco, arriva sulla palla Bariani, evita il difensore e deposita la palla in rete. Si va al riposo sull’1 a 1, agguantato dall’ODB con la forza della disperazione, più che con la manovra ed il gioco.
Se la gara era iniziata a ritmi blandi, la ripresa ha toni ancora più rilassati, la fatica e la poca lucidità fanno poi il resto.
Si arriva, tra un errore e l’altro, al 63’, quando Mello lancia in velocità Abbiati, saltato l’avversario ed in prossimità del dischetto viene steso da Di Mauro. Rigore ed espulsione del difensore del Molinello. Palla posizionata sul fatidico punto degli undici metri da Abbiati: breve rincorsa e palla indirizzata a mezza altezza alla destra di Confalonieri, il quale si distende e devia in angolo. L’errore è una doccia fredda per tutti: dalla panchina ai giocatori in campo e per i sostenitori dell’ODB in tribuna.
Alla mezzora entra Panucci, quando i locali sono in vistoso debito d’ossigeno, mentre gli uomini dell’ODB piano, piano, si spengono a turno. Il calo più vistoso è quello di Mello, ma il rientrante con la sua prestanza fisica dà spessore al centrocampo e proprio dai suoi piedi partono due assist uno per Minuti, la cui conclusione è sull’esterno della rete e l’altro per Croci, ma la sua due doppia conclusione è respinta alla disperata dal portiere locale.
Si arriva ai minuti finali e precisamente all’87’ quando Panucci serve Mello che di prima intenzione lancia la cavalcata di Bianchi, controllo in corsa e tiro ad infilare il portiere sul suo palo.
E’ il vantaggio, nel suo complesso meritato dall’ODB, anche per la forza di non aver mollato ed averci creduto sino alla fine. Poi al 91’,Panucci serve Bianchi che gira per Croci, doppio tiro e doppia parata di Confalonieri.
Passano due minuti e Bianchi realizza la doppietta, grazie alla manovra gestita da Panucci ed Abbiati, con quest’ultimo che compie un gesto di elevato senso altruistico: evita il contatto con lo “stregone” di casa e permette a Bianchi di appoggiare in rete.
Crediamo che l’agenda di Lombardo sia già piena di appunti sul come e cosa fare in settimana. Quindi lasciamolo lavorare, tanto la gara di ieri l’ha vissuta e saprà certamente dove mettere le mani. Buon lavoro, mister Lombardo.
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