Tutto ciò che accade a Pavia
7 Ago
Volevo riflettere su celtic studio sulla vicenda di questi giorni sull’opportunità che gli atleti sfilino alla manifestazione inaugurale delle olimpiadi.
Devo fare però un passo indietro. Innanzitutto pensare che la rappresentanza dell’Italia a Pechino sia un fatto solo sportivo mi sembra oltre che ambizioso anti-storico.
Da sempre infatti la partecipazione di un paese a delle manifestazioni sportive sono di fatto subordinate al momento politico ed ai rapporti che intercorrono tra i paesi. Solo è stata ridicola la presa di posizione della Meloni e di Gasparri che a cose ormai fatte pretendevano che gli atleti autonomamente prendessero una posizione per l’Italia.
L’Italia se ne ha voglia una posizione poteva prendersela tranquillamente da sola con mille opzioni: non andare ai giochi, non presenziare con Frattini alla cerimonia di apertura o altro.
Chiaramente su questo il governo doveva metterci la faccia e non è dato sapere l’umore di Silvio Berlusconi sulle uscite, a quanto pare autogestite, del ministro Meloni e di Gasparri che chiedevano appunto una presa di distanze degli atleti dal governo di Pechino.
Secondo me il governo ha tutto il diritto di gestire la questione. Il presidente del Coni dice che lo sport deve restare libero, una posizione teoricamente nobile e affascinante ma nella pratica è difficile pensare che le Olimpiadi ed i risvolti politici vengano gestite da Antonio Rossi o dallo stesso Petrucci.
Lo sport in questo caso segue quello che la politica gli dice e se per caso fosse stato necessario, per motivi politici, non partecipare ai giochi stiamo pur tranquilli che ne Antonio Rossi e ne’ nessun altro avrebbe potuto partecipare.
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One Response for "Le Olimpiadi: lo sport è slegato dalla politica?"
[...] Walter P.: [...]
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